Tutti in maschera dai sei anni. Alunni imbavagliati in aula

Il Cts smentisce la ministra: si potrà togliere soltanto per le interrogazioni. Caos banchi sino a ottobre

Non solo i banchi a rotelle. Ora l’ultima, tragica prospettiva è indossare la mascherina da quando si entra a scuola a quando si esce. Bambini in museruola. A questo saranno obbligati gli alunni in classe. Le aule sono troppo piccole per garantire la distanza di sicurezza e la consegna dei banchi singoli di cui si parla da mesi per il momento è slittata all’8 settembre e continuerà fino a ottobre.

E ogni giorno è un macigno nuovo buttato sulle spalle dei genitori, per le madri e per il loro lavoro già messo tra parentesi per troppi mesi. Il 14 settembre «riapriranno le scuole in sicurezza», ha assicurato il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia. Ieri c’è stata la prima di una serie di riunioni del Comitato tecnico scientifico sulle misure da adottare in vista dell’inizio dell’anno, in cui si è subito voluto rassicurare i presidi allarmati «non hanno motivo di essere allarmati». Una delle ipotesi è che le decisioni vengano prese a ridosso del 14 del mese Regione per Regione, in base all’indice di contagiosità Rt. L’idea è basata sull’esperienza degli altri Paesi.

Secondo il Cts ci sarebbe bisogno anche del ritorno del medico scolastico: «È una figura assolutamente necessaria», ha spiegato il coordinatore del comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo. Ma ieri un’altra doccia fredda, quella appunto dell’obbligo delle mascherine. «Ai ragazzi sopra i sei anni sarà chiesto di usare la mascherina. Ci saranno delle condizioni particolari, come ad esempio l’uso o non uso della mascherina per una ragazzo o una ragazza non udente, per un bambino o una bambina con delle difficoltà neurologiche o psicologiche oppure durante l’interrogazione. Ci saranno dei momenti del contesto locale e specifico che saranno di volta in volta valutati. Ovviamente non c’è la mascherina a mensa o mentre si fa ginnastica, però l’indicazione è di utilizzarla».

Marcia indietro dunque rispetto alle aperture di una settimana fa quando la ministra Lucia Azzolina aveva annunciato che quando gli studenti sono al banco possono toglierla. Invece il Cts ha valutato che tenere la mascherina anche in classe, dove si passano molte ore insieme, sia una precauzione che va mantenuta, anche per i bambini delle elementari. Per ora niente deroghe come invece speravano anche insegnanti e presidi che vedono la difficoltà di un uso corretto da parte dei più piccoli. Il commissario Domenico Arcuri è pronto a distribuire 11 milioni di mascherine al giorno alle Regioni che le faranno pervenire alle scuole. Sono state date anche indicazioni su come verranno gestiti i casi di contagio in classe: no alla chiusura di tutta la scuola, ma quarantena per i compagni e i prof del contagiato. «Abbiamo otto milioni di studenti e due milioni di persone che lavorano, non possiamo immaginare che non avremo un caso, ma un caso non vorrà dire chiudere le scuole di un paese, della Regione o della provincia. Bisognerà di volta in volta esaminare il contesto, mettere in quarantena una classe o se necessario mettere in quarantena l’intera scuola».

Intanto i sindacati hanno firmato il protocollo sicurezza per servizi educativi e la scuola dell’infanzia da 0 a sei anni. Le confederazioni, insieme alle categorie interessate, fanno sapere che, tra soggetti pubblici e privati, sono stati concordati alcuni principi e requisiti per l’igienizzazione di locali e arredi; la gestione della prima fase di manifestazione di sintomi riconducibili al contagio; la formazione e informazione su regole di prevenzione rivolte alle famiglie, agli accompagnatori e ai lavoratori.


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