Ultima della sinistra anti odio: ecco la “lista di proscrizione”

Una lista degli account più seguiti dai “followers di estrema destra”. Vecchio metodo che non è mai passato di moda

Al governo non c’è Lucio Cornelio Silla, e questo non è il tempo degli hostes pubblici e dell’affissione di una lista di proscrizione: in premessa, ci pare una buona notizia. Una novità in termini di liste però c’è. Qualcosa che riguarda “114mila followers di account di estrema destra” e la “la classifica dei loro influencers”. L’elemento che disarma è che la corrente degli anti-odio non smette di fabbricare elenchi e segnalazioni. Il che, com’è noto alla logica, rappresenterebbe in realtà un controsenso. L’antio-odio che trova nemici.

L’elenco è vario, ma il podio è occupato dagli account di Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Daniele Capezzone. Al quarto posto, invece, si piazza Nicola Porro. E così via fino all’ex ministro leghista Lorenzo Fontana, che è l’ultimo nome che vediamo nell’elenco pubblicato (ma la lista potrebbe contenerne altri). Non solo: nell’elenco dei presunti “influencers” dell’estrema destra c’è pure la Polizia di Stato. Quindi bisognerebbe dedurne che gli account estremisti seguono le Forze dell’ordine.

L’iniziativa è di Alex Orlowski, che su Twitter si presenta così: “Expert in digital marketing, fighting #hatespeech #informationdisorder Creator of #MetatronAnalytics an #Osint and SMM tool Founder of http://wateronmars.it”. Orlowski ha fornito a mezzo social le anticipazioni di una “ricerca” che dice di aver effettuato assieme a Steven Forti e StopHateandFake. Combattere l’hate speech, insomma, per dolcificare i toni della politica. Per quanto una lista, evidentemente, per alcuni faccia sempre la sua bella figura.

Possiamo dedurre che l’esperto e gli altri abbiano studiato il comportamento sui social network di quei 114 mila utenti e che quindi abbiano selezionato e classificato gli account riconducibili a persone o ad enti che possono vantare un certo seguito all’interno della categoria “followers di estrema destra”.

Quali siano stati gli elementi per poter definire gli utenti selezionati come di estrema destra, ad oggi, è abbastanza complicato da dire. Almeno per noi lo è: bisogna aspettare che la pubblicazione divenga tale. Fatto sta che, con molta difficoltà, avremmo assistito (ma forse saremo smentiti, chissà) ad un esercizio del genere per i “followers” di “account di estrema sinistra”. Tant’è che alcune perplessità vengono sollevate dagli stessi utenti che hanno commentato la cosa: c’è chi domanda qualcosa in più sui criteri di selezione, per esempio. Poi c’è anche chi plaude all’iniziativa: la più classica delle polarizzazioni del web.

Un utente appunta la sua opinione: “Uno studio davvero imbarazzante. Destra, centrodestra, liberali, polizia, carabinieri e pure le iene! C’è di tutto…chi trova il nesso tra queste categorie può diventare re d’Inghilterra”. Non sarerebbero contenti quelli della linea di successione al trono britannico, magari in specie il principe Carlo, ma forse le critiche di questo utente non hanno troppo torto. Apprendiamo, infatti, che questi “followers di estrema destra” si informerebbero peraltro sull’Ansa, su Sky Tg24 e sull’Adnkronos: tre realtà non accostabili al complottismo. Spicca la performance di Vittorio Sgarbi, che da quinto classificato supererebbe nelle preferenze dei followers persino Donald Trump. Lo stesso “vanto” che potrebbero esibire i leghisti Claudio Borghi ed Antonio Maria Rinaldi, che occupano rispettivamente il sesto ed il settimo posto.

All’interno del post, viene mostrato un tweet di Salvini che si riferisce al completamento dei lavori in una scuola. Forse i presunti fan di estrema destra, che nella narrativa della sinistra non sarebbero però troppo legati all’apprendimento scolastico, all’erudizione ed ai cursus honorum, hanno esultato in misura maggiore rispetto ad altre circostanze: non sappiamo. Il post salviniano viene comunque messo in bella vista. A destra del post che anticipa la ricerca, poi, compaiono delle parole, che immaginiamo essere chiave nelle scelte del campione di Orlowski. In questo caso spicca in evidente arancione quella che dovrebbe essere il termine più attrattivo: italiani.

In basso a destra dell’immagine, finalmente comprendiamo la natura qualitativa delle colorazioni associate ai nomi della lista: il verde è il colore dei “Fasci Lega”, quello della barra che contiene il nome di Matteo Salvini. L’arancione dei “Fasci”, che corrisponde al 29% del totale, è invece riservato alla Meloni. Poi c’è l’azzurro Lega (ma non era verde il leghismo?), il grigio pentastellato ed il viola quanon, una teoria in voga negli States di questi tempi, quella sì complottista. Potrebbe essere una legenda utile a capire che tipo di follower segua l’uno o l’altro degli esponenti, dei canali o delle istituzioni dell’elenco. In attesa della pubblicazione della ricerca, veniamo a sapere che sia Salvini sia Rinaldi sono del verde dei “Fasci Lega”. Sospettavamo, in effetti, che gli elettori tendessero a seguire esponenti politici dello stesso partito o di partiti simili. Grazie comunque dell’approfondimento.

Gli anti-odio, insomma, confezionano un’altra lista. E i difensori della libertà d’espressione magari segnalano pure, ma questa è un’altra storia. Un paio d’anni fa, era stato Gad Lerner a presentare la sua di lista di “proscrizione”. Un metodo che sembra piacere molto ma che mette a nudo una falla del sistema mediatico: si può continuare a alimentare questa caccia alle streghe facendo pericolosi mix di uomini, leader, partiti, giornalisti e addirittura istituzioni e agenzie stampa? Siamo, ahinoi, costretti a raccontare una storia che conoscevamo già: quella degli anti-odio della lista facile.


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