Vaccino, lo stop e la sfida: “Ancora possibile nel 2020”

AstraZeneca: forse siamo ancora in tempo. Ma il ministero: la cura ci sarà solo l’anno prossimo

«Possiamo ancora farcela». A proporre il vaccino a fine anno o all’inizio del 2021. Il giorno dopo la notizia che la sperimentazione del vaccino dell’Unversità di Oxfort ha subito un arresto a causa di un presunto evento avverso, il ceo del colosso produttore AstraZeneca, Pascal Soriot non ha perso le speranze. «La diagnosi di un’infiammazione spinale non è ancora confermata, né lo è la relazione con il vaccino. Sarà un comitato di scienziati a stabilirlo», ha detto. Occorre verificare che la malattia autoimmune che ha colpito uno dei 50mila partecipanti al trial sia stata provocata dal farmaco. Al momento non si può affermarlo e nemmeno escluderlo. «Si tratta di una valutazione che richiede un tempo che può variare da una settimana a tre mesi» ha affermato Piero di Lorenzo, presidente della società di biotecnologie di Pomezia, Irbm, che ha messo a punto il vettore virale.

«Se la valutazione del comitato sarà positiva l’azienda riprenderà subito la sperimentazione». Il progetto resta in corsa, dunque. Secondo il Financial Times i test potrebbero addirittura riprendere la prossima settimana. Già a poche ore dall’annuncio della malattia che ha colpito un volontario inglese diversi virologi avevano spiegato che «l’evento avverso rientra nella normalità e quindi non deve intaccare la fiducia nella vaccinazione». Il ChAdOx1 nCoV-19, questo il nome del vaccino AstraZeneca, combina materiale genetico del coronavirus con un adenovirus modificato che causa infezioni negli scimpanzé e si sta testando oltre che nel Regno Unito, negli Usa, in Brasile e in Sud Africa.

Sui tempi rapidi della sperimentazione è intervenuto ieri il capo scienziato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Soumya Swaminathan: «La sicurezza di un potenziale vaccino contro il coronavirus viene prima di tutto. Solo perché parliamo di velocità non vuol dire che cominceremo a scendere a compromessi o prendere scorciatoie su quello che verrebbe normalmente valutato. Il procedimento deve comunque seguire le regole del gioco. Per farmaci e vaccini che vengono somministrati alle persone, bisogna prima di tutto testare la loro sicurezza». Dello stesso parere è Antonella Viola, immunologa dell’università di Padova: «Non è credibile pensare di avere un vaccino anti Covid-19 entro l’anno. Tutta la comunità scientifica non se lo aspetta prima di inizio primavera 2021».

L’immunologa considera lo stop di AstraZeneca un atto dovuto, un segno di trasparenza. «Per questo si testa un farmaco in fase 3 (l’ultima prima dell’omologazione), su un grande numero di persone, per valutare l’eventuale incidenza di alcune reazioni avverse mentre Cina e Russia non hanno atteso la fine dei test».

Notizie anche dal laboratorio cinese Sinovac. Il vaccino CoronaVac è appena entrato nella fase 3 – con altri otto – e sta dando risultati «estremamente positivi», secondo il governatore di San Paolo, Joao Doria.

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