‘Venerdì 13’, 40 anni fa la prima vendetta di Jason nel campeggio di Crystal Lake

“Dopo 40 anni non ho ancora capito perché Venerdì 13 piaccia tanto al pubblico. Jason Voorhees, il mostro con la maschera da hockey armato di machete, è diventato suo malgrado un eroe della classe operaia. Con una saga che conta nove sequel, un crossover e un rifacimento, Jason è un brand, come Godzilla o James Bond. Porta al cinema la fascia blue-collar e fa ricca l’industria. Io lo chiamo the dependable, un mostro fidato che sopravvive al tempo. E alle leggi del mercato”. Parola di Sean S. Cunningham, produttore e regista del primo Friday the 13th che il 9 maggio 1980 ci portava dritti al campeggio Crystal Lake. Zaino in spalla, sacco a pelo, legna accesa, e assassinio garantito. Quando uscì nelle sale, in mezzo ai due rivali, il killer delle babysitter Michael Myers (Halloween di John Carpenter è del ’78) e l’uomo dei sogni Freddy Krueger (il primo Nightmare di Wes Craven uscirà nell’84), nessuno ci avrebbe puntato. Dopo un incasso di 60 milioni di dollari in tutto il mondo, da un budget di appena 550 mila, ben tre studios – United Artists, Warner Bros. e Paramount – iniziarono una battaglia per mantenere alta la longevità di Jason, il bambino deforme annegato nel lago che torna a vendicarsi dei campeggiatori, “belli come i ragazzini di uno spot della Pepsi”.

'Venerdì 13', 40 anni fa la prima vendetta di Jason nel campeggio di Crystal Lake

‘Venerdì 13 – Il terrore continua’ (1985, Paramount)

Il primo Venerdì 13 è figlio del bisogno e della disperazione, spiega candidamente Cunningham: “Il produttore Steve Miner, lo sceneggiatore Victor Miller e io avevamo alle spalle un paio di progetti minori e il più recente era un film sul calcio. Nessuno ci filava. Nessuno voleva distribuirci. Un giorno pensai a un titolo a effetto, Venerdì 13, senza avere la minima idea della trama. Annunciai la lavorazione in un’inserzione a tutta pagina su Variety, nel giorno dell’indipendenza, con lo strillo: ‘Il film più terrificante mai fatto’. Poco dopo si presentarono i primi produttori, e a quel punto, in stato di panico, improvvisammo tutto: copione, casting, troupe”. Non un horror sofisticato con la morale alla fine, precisa il creatore della saga, ma “una riflessione su quanto la morte, soprattutto tra i giovani, sia qualcosa di non programmato”.

'Venerdì 13', 40 anni fa la prima vendetta di Jason nel campeggio di Crystal Lake

‘Venerdì 13’, Jason Voorhees da bambino (1980, Paramount)

Chiedetelo a Kevin Bacon (Jack Marand nel film e boyfriend di Marcie Stanler). Proprio come Johnny Depp al suo debutto, vomitato dal letto in Nightmare – Dal profondo della notte, Kevin Bacon ventenne è protagonista di una delle scene più spaventose di Venerdì 13: coricato sul materasso, Jack si ritrova una freccia in piena gola. A conficcargli l’arpione è l’assassino nascosto sotto il letto. “Posso vantare una scena di morte cult, non è da tutti” ha commentato durante un panel l’attore. “Che c’è di meglio di un tizio che si sbatte una ragazza, fuma uno spinello e finisce ammazzato nel giro di pochi minuti?”.

'Venerdì 13', 40 anni fa la prima vendetta di Jason nel campeggio di Crystal Lake

Betsy Palmer la mamma di Jason in ‘Venerdì 13’ (1980, Paramount)

La scommessa non era tanto la location – il set è il campeggio per boyscout No-Be-Bos-Co a Hardwick, New Jersey, preso in prestito a suon di donazioni all’associazione Boy Scouts of America – quanto l’interprete della signora Voorhees, Pamela, mamma di Jason. All’inizio della saga è lei a colpire indisturbata. “Betsy Palmer, all’epoca, era quella che chiamiamo una peaches-and-cream, un volto rassicurante che tutti conoscono e di cui ci fideremmo ciecamente. La sua prova attoriale è degna di Hitchcock”. Prima di morire, l’attrice, ironica, ha detto: “Ricordo che in quel periodo ero a Broadway con Same Time, Next Year, e la mia vecchia Mercedes aveva appena smesso di andare. Mi sono rivolta all’universo. Ho chiesto del denaro per potermi comprare una macchina nuova. Arriva una telefonata dal mio agente, mi propone un film. Leggo il copione e penso: che porcheria. Però, accidenti, rivolevo la Mercedes. Così ho detto sì”.

'Venerdì 13', 40 anni fa la prima vendetta di Jason nel campeggio di Crystal Lake

‘Venerdì 13 parte VIII – Incubo a Manhattan’ (1989, Paramount)

Il truccatore e creatore di effetti speciali Tom Savini ricorda gli anni Ottanta di Jason come “un periodo in cui il cinema si fondava sul lavoro collettivo e tutte le maestranze erano coinvolte a livelli creativi piuttosto alti. Un gioco di squadra e di ingegno che le piccole e grandi produzioni ormai non conoscono più”. L’aspetto tecnico, secondo il maestro del makeup (Savini ha truccato i morti viventi di George Romero e affilato la motosega di Leatherface in Non aprite quella porta – Parte 2), è la fortuna dei vari Venerdì 13: teste decapitate, mostri che spuntano dall’acqua, asce infilzate nel muso, occhi fuori dalle orbite. “Non appena arrivavo sul set, si formava una lunga coda di attori. Tutti volevano sapere come li avrei uccisi, convinti di raggiungere il successo nell’establishment grazie a una coltellata di Jason”.

'Venerdì 13', 40 anni fa la prima vendetta di Jason nel campeggio di Crystal Lake

‘Jason X’ (2001, New Line Cinema)

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Le memorie di Crystal Lake investono tutti gli anni Ottanta, dalle note del compositore Harry Manfredini ai loghi di Milton Glaser (“I love New York” fatto a fette da Jason prima che l’ufficio del turismo diffidasse Paramount), fino alla rock music degli Fm. Dopo il capitolo originale arrivano L’assassino ti siede accanto (1981) e Weekend di terrore (1982) di Steve Miner, i più cool ed espliciti Venerdì 13 – Capitolo finale (1984) di Joseph Zito, Venerdì 13: il terrore continua (1985) di Danny Steinmann, Venerdì 13 parte VI – Jason vive (1986) di Tom McLoughlin, Venerdì 13 parte VII – Il sangue scorre di nuovo (1988) di John Carl Buechler e Venerdì 13 parte VIII – Incubo a Manhattan (1989) di Rob Hedden, prima di spedire Jason va all’inferno nel ’93, con la regia di Adam Marcus, e su un altro pianeta (direttamente dal governo americano) in Jason X (2001, di James Isaac), con il regista David Cronenberg nell’improbabile ruolo del dottor Wimmer, incaricato di trasportare Voorhees in una struttura militare. Sarà la vittima numero 116 del franchise.

'Venerdì 13', 40 anni fa la prima vendetta di Jason nel campeggio di Crystal Lake

‘Freddy Vs Jason’ (2003, New Line Cinema)

Così come per Jason va all’inferno, la New Line Cinema titolò Jason X rinunciando a un più riconoscibile Venerdì 13 per ragioni di diritti (Paramount ne è rimasta in possesso fino allo scarso riscontro di Parte VIII). Seguiranno il crossover voluto dai fan Freddy vs. Jason (2003) di Ronny Yu e il remake del 2009, diretto da Marcus Nispel e prodotto dal papà dei Transformers Michael Bay. Tra gli stunt dietro la maschera di Jason, ci sono Kane Hodder e Derek Mears che al cattivone di Crystal Lake danno senza mezze parole dello stupido: “È il suo fascino” se la ridono. “Jason fa così paura perché proprio non capisce di essere morto”. Duro a morire è anche lo sceneggiatore del primo film, Victor Miller, lanciatissimo nella sua guerra alla riconquista dei diritti di Friday the 13th contro i produttori. Ora, persino le aule dei tribunali distrettuali conoscono il nome di “Jason”.



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