Zaia: “Governo deleghi alle Regioni, ma lo faccia oggi”. Fipe: “Tavoli in ristoranti ogni 4 metri? Chiuderanno”

“Se il presidente del Consiglio vuole un consiglio, io farei un bel Dpcm con un articolo solo: ‘si delegano le Regioni, a fronte della presentazione di un piano, alle riaperture’. Punto. Finito l’articolo”. E’ l’auspicio del presidente del Veneto, Luca Zaia il quale si “aspetta che stasera, come accade sempre il sabato sera, compaia il premier e ci dica le sue. Sarebbe già una bella notizia che dicesse ‘preparatevi perchè il 18 non scrivo più decreti. Però lo si faccia”.

“Mi risulta che ieri – aggiunge – abbia avuto una relazione dal Comitato tecnico scientifico rispetto all’andamento dell’ultima settimana, immagino che il presidente del Consiglio debba prendere in mano  questa relazione e dire al Paese cosa vuol fare”.

Zaia e Fipe critici a distanziamento da 4 metri nei ristoranti

“Leggo da qualche parte che qualcuno parla di mettere un tavolo ogni quattro metri: se lo metta a casa sua un tavolo ogni quattro metri. Ma non nei ristoranti perchè questo significa chiuderli tutti. Un conto è l’esercizio scientifico, un discorso è la vita reale che è un’altra cosa”. A dirlo è il governatore del Veneto, Luca Zaia, tornando a criticare nel corso del consueto punto stampa le misure di cui si discute per la riapertura degli esercizi commerciali nella cosiddetta fase 2.

in riproduzione….

#player_img_256167013 { height: 313.875px; }

Le critiche all’idea di imporre 4 metri di distanziamento è duramente criticata anche dalla Fipe: “Se si vuole uccidere la ristorazione italiana basta applicare quanto è stato ipotizzato: 4 metri o 2 metri di distanziamento significa non rendersi conto dei nostri modelli legati al familiare, al modello della piccola impresa”, dice il vicepresidente della Fipe Confcommercio,  Aldo Cursano.

“Pensare a 4 metri di distanziamento significa escludere dalla ripresa l’80% di questo modello”. Cursano sottolinea il “senso di responsabilità  avuto fin ora dall’associazione e dalla base associativa”, ma ora, afferma “qualcuno sta scegliendo la fine di un modello” ed “ognuno  si deve assumere le proprie responsabilità. Già  ad aprile avevamo ipotizzato che 50 mila imprese non avrebbero più riaperto e 300 mila avrebbero perso il lavoro. Le nuove indicazioni significano la chiusura definitiva della maggior parte delle imprese. Dietro le nostre aziende non ci sono capitali ma c’è lavoro, amore passione voglia di condividere”.

Uif: “Tempi certi e rapidi per le riaperture”

L’Unione italiana Food chiede tempi “certi e rapidi” per la riapertura in sicurezza di bar, ristoranti e mense, servizi di catering, lanciando l’allarme sulle perdite di fatturato superiori a 1 miliardo registrate dalle le aziende della categoria e stimando sull’anno un calo di 4 miliardi.

“Stiamo ancora contando i danni, pesantissimi, che abbiamo accusato dalle mancate vendite del periodo pasquale, con colombe (-33 milioni di euro) uova di cioccolata (-88 milioni di euro) in perdita fino al 40%”, sottolinea Mario Piccialuti, direttore di Unione Italiana Food.

“Decine di aziende hanno da mesi interrotto completamente la loro attività perché non hanno sbocco sul mercato se i pubblici esercizi rimangono chiusi: ristorazione, bar, catering, oltre ad offrire servizi a tutti i loro clienti, rappresentano anche un canale di vendita indispensabile per l’economia dell’alimentare. Abbiamo retto molto a lungo, non riusciremo oltre”, avverte.

in riproduzione….

#player_img_256167014 { height: 313.875px; }



Fonte originale: Leggi ora la fonte